Record di presenze a EIMA International
Eima International 2024 ha segnato un nuovo record, chiudendo questa edizione che si è svolta dal 6 al 10 novembre con 346.800 presenze, delle quali 63.100 estere da 150 paesi. Il dato, che conferma l’esposizione bolognese della meccanica agricola...
Eima International 2024 ha segnato un nuovo record, chiudendo questa edizione che si è svolta dal 6 al 10 novembre con 346.800 presenze, delle quali 63.100 estere da 150 paesi.
Il dato, che conferma l’esposizione bolognese della meccanica agricola come evento di riferimento a livello mondiale, premia le 1.750 industrie espositrici che hanno scelto Eima come vetrina per presentare la propria gamma, le novità di prodotto e i “concept” per il futuro. Oltre 60.000 modelli di macchine, attrezzature e componenti – dalle trattrici alle mietitrebbiatrici, dalle attrezzature per la lavorazione del terreno alle macchine per i trattamenti e la raccolta, dai mezzi forestali a quelli per il gardening e la cura del verde – sono state in mostra a favore di operatori economici, agricoltori, contoterzisti e tecnici, ma anche studenti e appassionati.
Riflettori puntati su robot, droni, tecnologie digitali e sistemi di intelligenza artificiale che rappresentano la nuova frontiera dell’agromeccanica, e che già oggi sono in grado di rispondere alle sfide della sicurezza alimentare, della sostenibilità ambientale e dei cambiamenti climatici.
Ad Eima International 2024 abbiamo accolto visitatori da ogni parte del mondo – spiega Mariateresa Maschio, presidente di Federunacoma, la federazione italiana dei costruttori che è organizzatrice della rassegna – e abbiamo cercato di analizzare l’evoluzione della domanda sui mercati tradizionali dell’Europa e dell’America, sui mercati emergenti dell’India e della Cina e su quelli di nuova meccanizzazione del Sud-Est asiatico e dell’Africa. In ogni regione del mondo ci sono modelli di agricoltura differenti e il compito dell’industria agromeccanica è offrire soluzioni tagliate su misura”.
“La nostra esposizione si è svolta in un momento non facile per il mercato, che risente della congiuntura economica sfavorevole, dell’incertezza sui mercati internazionali e della transizione verso un nuovo sistema di incentivi – ha aggiunto Simona Rapastella, direttore generale di Federunacoma – eppure la rassegna non conosce crisi e raggiunge un risultato straordinario. Chiunque opera in agricoltura sa che le nuove tecnologie sono indispensabili e che occorre conoscerle da vicino e pianificare gli investimenti, insomma entrare nel vivo della ‘innovation factory’ ed esserne protagonisti”.
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